Ma hai visto quella?

Criticare è la cosa che ci viene più spontanea.

“Ma hai visto come si è pettinata la tale?”
“Chi lo avrebbe mai detto che uno così avrebbe tradito la moglie? È vero che lei è una donna impossibile”.
“ Ti devo dire un segreto: mi raccomando, tienilo per te. Ho saputo che... Lo dicevo io che non c’era da fidarsene!”
“Se si togliesse dieci chili sarebbe davvero una bella donna”.

Per non parlare delle critiche sulla chiesa, la lunghezza dei sermoni, la condotta delle figlie del Pastore e i pettegolezzi mascherati da soggetti di preghiera. Tipo: “Dobbiamo pregare per il tale. Pare che faccia dei debiti e la Scrittura dice di non farne!”.

Si critica perché nominare i difetti degli altri ci fa sentire migliori di loro, perché criticare mette in risalto il nostro buon gusto e la nostra classe, sottolinea la nostra spiritualità, la nostra moralità impeccabile e fa capire a tutti che noi siamo i migliori. E di molto!

Criticare equivale a giudicare e la Bibbia dice che giudicare è un peccato. E, putroppo, finché non arriveremo a chiamare la critica per quello che è, un peccato, continueremo a mascherarla, giustificarla e a praticarla.

Allora, come affrontare e vincere questa tendenza che spesso diventa un’abitudine brutta e cattiva?

Primo, e mi ripeto, è riconoscere che è un peccato. Gesù lo ha detto nel sermone sul monte.

Due, avere voglia di vincere questo peccato non per migliorarci, ma per convinzione.

Tre, pregare ogni giorno il Signore di “mettere una guardia davanti alla nostra bocca” come diceva il Salmista Davide.

Quattro, esaminarmi per capire se i difetti che vedo negli altri, sono prima di tutto miei. Di solito è così.

Cinque, chiedere l’aiuto dello Spirito Santo per controllare i miei pensieri e le mie parole.

Sei, coscientemente sostituire la mia critica di una persona con parole positive sul suo conto.

Sette, confessare come peccato al Signore una critica anche pensata.

Dopo tutto questo, la guarigione è spontanea e istantanea? Magari! Purtroppo le ricadute si ripetono, ma il Signore promette di aiutarci a migliorare e soprattutto il punto “sei” è di grande aiuto pratico. Perché qualcosa di buono si trova sempre da dire e, una volta che si è detto, quello che avremmo voluto dire di cattivo diventa meno interessante.

1 commento:

  1. ciao cara Maria Teresa, volevo dirti che sono così felice di aver la possibilità di leggerti spesso - e non solo una volta al mese! E ringrazio il nostro Signore per questo meraviglioso dono che ci ha fatto - con te! Con affetto Karin

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