Dio odia... gli occhi alteri



“Mi sento come un tappetino rispetto a tutti voi...” diceva uno a un gruppo di amici. Aveva l’aria sincera e i suoi occhi sembravano esprimere tutta l’umiltà possibile.

“E se uno camminasse sul tappetino?...” gli ha detto ridendo un amico che, sotto sotto, lo conosceva bene.

“Non lo sopporterei!” è stata la risposta.

Colpito e affondato!

Nessuno di noi è, per natura, umile. Anzi: l’orgoglio è proprio il materiale di cui siamo fatti. Dio lo sa e lo detesta. Infatti, delle sette cose che Dio odia e che sono elencate nel cap. 6 del Libro dei Proverbi, la prima è proprio l’orgoglio. Per la precisione, “gli occhi alteri”.

Il Signore Gesù, nel Vangelo di Marco, ha affermato che la “lampada del corpo è l’occhio” cioè i nostri occhi riflettono i nostri pensieri e dimostrano esattamente quello che siamo e che pensiamo. Le abbiamo viste tutti certe persone che ti guardano come se ti volessero spogliare (brutto sintomo!), altre ti osservano dall’alto in basso con aria di sufficienza, altre ancora hanno una specie di luce allegra che gli si accende in fondo alle pupille quando ti incontrano. Bello! Altre hanno lo sguardo spento e senza vita, mentre altre ti penetrano fino in fondo e leggono i tuoi pensieri. Dagli occhi capisci se uno ti prende in giro o se ti prende sul serio. Se ti inganna o se è sincero.

Gli occhi alteri e lo sguardo maligno sono detestabili, sono addirittura un peccato, secondo la valutazione di Gesù (Proverbi 21:4: Marco7:22), perché rivelano un cuore egoista, sicuro di sé, pronto a calpestare chiunque si metta per traverso sulla sua strada.

L’orgoglio è il sentimento che ha spinto l’angelo più potente a pensare: “Io salirò in cielo, innalzerò l mio trono al di sopra delle stelle di Dio... salirò sulla sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo” (Isaia 14:13,14). Dio lo scacciò dalla sua presenza e lo condannò alle tenebre insieme coi suoi seguaci (Giuda 6).  

L’orgoglio ha spinto Adamo e Eva a peccare e a sperare di essere “come Dio”, secondo le parole del serpente, che li tentava (Genesi 3:4). Dio li ha dovuti allontanare dalla sua presenza.

L’orgoglio ha spinto la gente, dopo il diluvio universale, a tentare di costruirsi una torre con cui arrivare al cielo (Genesi cap. 11). Dio l’ha punita confondendo i loro linguaggi e disperdendoli sulla terra.

Di esempi di gente orgogliosa nella Bibbia ce ne sono a decine. Per esempio, Nabucodonosor, re di Babilonia, per il suo orgoglio e il suo vanto, fu punito da Dio, divenne simile a una bestia dei campi e, finché non si pentì, non poté tornare a regnare (Daniele 5).

L’orgoglio domina ogni persona che viene al mondo. Dall’orgoglio vengono le guerre, le contese, gli odi fra i popoli, le angherie e le oppressioni di ogni tipo. Dal cuore orgoglioso scaturiscono ribellioni, vendette e dolori e “sguardo maligno”! (Marco 7:31,32).

Come vincerlo? Umanamente, non è possibile. L’unico rimedio valido è la nuova nascita, che equivale a un vero e proprio trapianto spirituale di cuore. Il profeta Ezechiele ne parla, riferendosi al ravvedimento futuro del popolo d’Israele: “Io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, toglierò dal loro corpo il cuore di pietra e metterò in loro un cuore di carne, perché camminino secondo le mie prescrizioni e osservino le mie leggi e le mettano in pratica; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio” (11:19,20).

È il trapianto che Gesù indicò a Nicodemo, il dottore della legge, che era andato a trovarlo di notte. È il trapianto che subì Saulo da Tarso, quando Dio lo stese sulla via di Damasco e lui si arrese a Gesù che aveva perseguitato. È il trapianto di cui ho avuto bisogno io e di cui, se non l’hai già sperimentato, hai bisogno anche tu. È il trapianto che si ottiene quando ci si rende conto di averne un disperato bisogno e ci si arrende totalmente alla grazia di Dio.

Dopo di che, si diventa perfetti? Neppure per sogno. L’orgoglio fa sempre capolino, ma lo potremo confessare e dominare. E succederà una cosa bella: il nostro sguardo non sarà più altero, ma benevolo. E Dio sarà contento e ci benedirà. Se non ci credi, leggi Proverbi 22:9. 
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