Ubriacarsi: mai!

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Mangiare troppo: che male c’è?

Sono stata in America per un mese e mezzo con mio marito e sono tornata ai primi di giugno. Quando siamo arrivati, nevicava, ma poi è scoppiata la primavera. Gli alberi fioriti erano una meraviglia e le distese infinite della campagna, che si risvegliava, avevano ogni gradazione di verde. Da quello scuro degli abeti a quello tenerissimo delle gemme. Bello. Bellissimo!

Durante la nostra permanenza, abbiamo visitato molti credenti e rivisto amici e parenti. Bello, anche questo. In una chiesa, ho ascoltato un predicatore che tuonava contro l’uso del vino. Non era una sorpresa, perché In America l’ubriachezza è diffusa e i credenti evangelici, per la maggior parte, non bevono. In ogni paese, le chiese evangeliche hanno dei principi (per non chiamarle fisse) a cui tengono molto.

Lo so: noi in Italia capiamo tutto. Perciò sappiamo che la Bibbia non condanna l’uso del vino, ma ne condanna l’abuso che porta all’ubriachezza. Perciò non siamo come quei peccatori americani che non sanno neppure fare la giusta esegesi dei passi!

Però, nell’ascoltare quella predica, ho pensato che qualche ammonimento dello stesso tipo non sarebbe fuori posto anche da noi. Quasi ogni giorno sentiamo di ubriachi che investono gente che cammina tranquilla per strada, di ragazzi che si ammazzano per avere preso una sbornia, dopo aver passato la notte in discoteca. Quando ero bambina, abitavo coi miei genitori nella Venezia Giulia e di alcolizzati ce n’erano già molti. Immaginate che molti genitori facevano assaggiare la grappa anche ai loro bambini fin da piccoli, a tre o quattro anni! Roba da criminali.

Bere troppo vino fa male e dà alla testa, annebbia la vista e toglie la capacità di ragionare.

Non così il cibo: puoi mangiare finché scoppi, ma il cervello ti continua a ragionare. Sarà per questo che non si sente mai (o per lo meno io non l’ho mai sentita) una predica sul peccato di eccedere nel mangiare? Né in America, né in Europa.

In America gli obesi si sprecano e chi si considera obeso da noi sarebbe giudicato più che accettevole dalla maggioranza. Vai al Centro Commerciale e vedi gente obesa di tutte le età. Vecchi che non riescono più a camminare e si muovono su carrozzine elettriche, adulti che si portano a spasso quintali di ciccia e ragazzi che pesano troppo. Ci puoi contare: parecchi di loro mangiano camminando. Si devono sostenere, poverini.

Nelle chiese è lo stesso. A cominciare dal pastore, spesso i membri sono molto troppo grossi. Fanno fatica a salire sul pulpito e alcuni devono sedersi di traverso nelle panche, per starci comodi. E non è bello vedere un direttore del coro (peggio ancora se è una direttrice!) che assomiglia a un elefante.

“Ma quella è l’America!” dite. “L’America è il paese delle esagerazioni!”

Un momento: sarà che noi abbiamo la nostra cara dieta meditarranea che ci aiuta a tenerci in forma, sarà che la vita è meno sedentaria... Però anche da noi spesso si mangia troppo e nei nostri pasti in comune in chiesa, nelle agapi, ci sono troppi cattivi esempi. C’è troppo cibo a disposizione ed è facile perdere un po’ la tramontana.

“Questo mi fa male ... ma per una volta... non ci resisto” dice una vecchietta.

“Sono pieno, ma alle polpette della sorella Tale, non si resiste” dice un altro strizzando l’occhio.

“Non voglio fare torti a nessuno, perciò prendo un po’ di tutto. Domani mi metto a dieta” ribatte un altro. “Tanto, le diete cominciano sempre di lunedì.”

Mangiare troppo danneggia il nostro corpo, che è il tempio dello Spirito Santo, ed è un peccato. Esagero? Allora, ascoltate cosa dicevano Paolo e Pietro ai credenti della chiesa primitiva, per ispirazione dello Spirito Santo.

“Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze, senza contese e gelosie...” (Romani 1:13). Incredibile! Il mangiare troppo è messo allo stesso livello dell’ubriachezza e dell’immoralità.

“Le opere della carne sono ... invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili ... Chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio” (Galati 5:19-21). Mamma mia!

“Essi (i falsi insegnanti) trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno, sono macchie e vergogne...” (2 Pietro 2:13).

“Ma come si fa?” chiedete. “Non si vuole offendere...”

Il rimedio c’è ed è semplice: si offre meno cibo, ci si serve moderatamente, si impara a dire di no con gentilezza e si tiene presente che uno spicchio del frutto dello Spirito Santo è l’autocontrollo (Galati 5:22). Non vi pare che basti?
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