Tutti fratelli: su quale base?

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Spesso mi domando che Bibbia leggono in certe chiese.

Nel mese di aprile, mentre andavo con mio marito a prendere il caffè al nostro solito bar, vicino all’ufficio, mi ha colpita un’insegna, con un manifesto, molto ben disegnato, che diceva:

SCHIAVE, TRANS E PROSTITUTE
via i pregiudizi
siamo tutti fratelli e sorelle d’Italia.

Seguiva in calce l’invito discreto a versare l’8x1000 alle Chiese Valdesi e Metodiste.

Non ci potevo credere. Rispetto chi pensa e agisce diversamente da me. Non per niente sono di terza generazione evangelica e fin da bambina mi hanno insegnato l’importanza di pensare con la mia testa e del diritto di chiunque altro di pensare con la sua. Ognuno fa esattamente quello che è convinto che sia giusto e ognuno risponderà di se stesso a Dio.

Però sorge una domanda.

Siamo sempre pronti a dire che la Chiesa Romana ha sbagliato, perché ha aggiunto sacramenti, tradizioni e dottrine che non hanno niente a che fare con la Bibbia, ma perché non muoviamo un dito per dire che troppi hanno strappato molte pagine dalle loro Bibbie e le hanno sostituite con chissà che?

Chi ha ideato quel manifesto, per esempio, che cosa ha fatto del versetto 12 del primo capitolo del Vangelo di Giovanni che dice: “Gesù è venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto, ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali ... sono nati da Dio”? Non ha capito che figli di Dio si diventa credendo in Cristo e seguendolo come unico Salvatore e Signore?

Magari andassero nelle chiese dove si predica il Vangelo tanti che vivono come se Dio non esistesse! Qualunque fosse la loro posizione civile e morale, ascolterebbero il messaggio della grazia e avrebbero la possibilità di credere nel Salvatore morto per loro e essere salvati! Allora sì, diventerebbero davvero dei nostri fratelli in Cristo.

Ma chiamare e considerare fratello o sorella, anche se seguito dalle parole “d’Italia”, frase ambigua e fuorviante, chi non conosce e non ha accolto nella sua vita la grazia di Dio, significa illuderlo e ingannarlo crudelmente. E questo non va bene.

A meno che la lingua non abbia più alcun significato, biblicamente è fratello o sorella spirituale solo chi ha creduto di cuore in Cristo e nella sua opera. Chi appartiene semplcemente al genere umano deve essere considerato “prossimo” come ha insegnato Gesù e amato come tale.

O non sarà che l’8x1000 fa piacere a chiunque e che il denaro non ha colore o odore?
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