La vita è bella, se…

.... la vivo senza ansia

A me piace guardare la gente, mentre aspetta la Metro, fa la spesa, cammina per strada o porta i bambini al parco. Mi colpisce il fatto che pochi ridono. Anzi non sembrano ridere mai. Sembra spesso che abbiano a che fare con un nemico, sono crucciate. La loro ansia, a volte, sembra palpabile.

I problemi ci sono e le difficoltà anche. Ma l’ansia è il peggiore guastafeste che ci sia. Toglie la gioia in qualsiasi occasione. Rovina anche i momenti più belli. Ed è la cosa più stupida che ci sia, perché non serve assolutamente a niente. Riguarda il futuro che non si è ancora verificato, immagina cose che non sono ancora successe e probabilmente non succederanno mai. Assomiglia a una lotta contro un fantasma... inesistente.

Però può rovinare lo svolgimento di un esame, anche se si è studiata la materia.

Può sciupare un incontro di lavoro, se si ha paura di fare cattiva figura.

Può danneggiare un matrimonio, se uno dei coniugi (Dio ci salvi se sono ansiosi tutti e due!) è costantemente preoccupato.

Può minare amicizie, ostacolare carriere, creare malintesi nelle famiglie, nella chiesa e in un ufficio. Può anche rendere insopportabile una persona, perché la porta a vedere tutto nero e tutto negativamente.

Per che cosa si è ansiosi: per il domani, per la possibile mancanza di denaro, per la scuola dei figli, per malattie o contagi, per la morte propria o di una persona cara, per la cattiva riuscita di un progetto, per il futuro di un commercio o anche di una chiesa, perché ancora non abbiamo un marito o una moglie, per la solitudine, per la perdita di un lavoro o un possibile tracollo finanziario. Per .......................... (in questo spazio scrivi quello che ora ti preoccupa).

“Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o che cosa berrete; né per il vostro corpo di cosa vi vestirete” ha detto il Signore Gesù. “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?... Non siate in ansia dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? Sono i pagani che si preoccupano di queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose” (Matteo 6:25-27,31,32).

Nella preghiera modello, il cosiddetto “Padre nostro”, Gesù ha insegnato a chiedere il pane quotidiano. Non ci ha autorizzati a chiedere la bistecca quotidiana, ma il pane, sì. Ha, però, promesso di darci abbastanza per vivere. E lo sta facendo per migliaia di suoi figli.

Ma come si fa a non preoccuparsi? Qualcuno dice: “È più forte di me. Sono fatto così”.

Se sei fatto male non c’e ragione per non cercare di diventare meglio.

Comincia a dire al Signore che stai facendo una cosa che Lui dice che non si deve fare. In altre parole, digli che la tua preoccupazione è un peccato. E che vuoi elminarla dalla tua vita.

Poi esamina la tua preoccupazione: puoi fare qualcosa per migliorare la situazione? Sì? No?

Se c’è un sì: fallo. Se la risposta è no, confida nel Signore e lascia la cosa nelle sue mani.

In questo momento io ho due nipoti in due paesi lontani e pericolosi. Posso solo pregare per loro. Se me ne preoccupassi, non cambierei nulla e mancherei di fede nella capacità che Dio ha di proteggerli.

“E se uno di loro fosse in Afghanistan?” chiedete.

Centuplicherei le preghiere. Ma non cambierei nulla preoccupandomi.

Perciò, quando la preoccupazione fa capolino, trasformala immediatamente in una preghiera. Ti assicuro che funziona... è vedrai che la vita è bella, se è vissuta senza ansia.
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