La salvezza non è…



Oggi si dice che in ogni religione c’è del buono, perciò scegli quella che ti piace di più. Vivi e lascia vivere. Non vale la pena parlarne.

Invece, vale la pena parlarne, perché non è possibile che tutte le religioni siano giuste dato che si contraddicono fra loro, e tutte, d’altra parte, affermano di voler aiutare gli uomini a arrivare a conoscere Dio.

Naturalmente ognuno è libero di fare le sue scelte e le sue ricerche, ma per amore di chiarezza e per sgombrare la strada da equivoci, ecco cosa dice la Bibbia su che cosa NON procura la salvezza. 
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  •  La salvezza NON dipende da un miglioramento morale o dalla conoscenza della verità.
Un uomo molto religioso e integro (lo ha dimostrato in varie occasioni, prima di prendere una posizione per Cristo), Nicodemo, andò da Gesù di notte. Era un membro della setta dei farisei, che osservava puntigliosamente tutti i dettagli della Legge di Mosè.

Iniziò un bel discorsetto rivolgendosi a Gesù, chiamandolo profeta venuto da Dio e riconoscendo la grandezza dei suoi miracoli. Ma Gesù tagliò corto dicendogli con franchezza: “Ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio… Quello che è nato dalla carne è carne; e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto che bisogna nascere di nuovo” (Giovanni 3:3,6).

In breve, Gesù gli voleva dire che un miglioramento della sua condotta e una maggiore conoscenza della persona di Gesù non gli avrebbero giovato. La natura carnale, con la quale era nato, sarebbe rimasta sempre la stessa e non avrebbe potuto essere migliorata. A meno che non fosse trasformata con un miracolo: una rigenerazione, una nuova natura.

La natura umana, peccatrice e fallibile, non può stare davanti a Dio.
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  •  La salvezza NON è un processo graduale, un “cammino” come alcuni insegnano.
È un momento preciso. Nessuno passa la vita “nascendo” o nasce per gradi. A un certo momento preciso, un bambino viene al mondo e entra a fare parte di una famiglia. Comincia a respirare e a vivere.

Chi ha sperimentato solo la nascita naturale è vivo fisicamente, ma è morto spiritualmente e tale rimane. Ha in sé il seme del peccato. E nessun battesimo, praticato da un sacerdote cattolico o da un pastore protestante, glielo può togliere. Deve nascere spiritualmente. Deve nascere di nuovo.

Se non è “nato di nuovo”, non può fare parte della famiglia di Dio.
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  •  La salvezza NON dipende dalla mia condotta e dalle mie opere buone.
Tutto quello che potrei fare di buono per meritare la salvezza non sarebbe sufficiente, perché Dio esige la perfezione. Gesù ha detto: “Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:48).       

“Ma è impossibile!” ha obiettato una persona a cui l’ho detto. Giusto! Ma anche logico. Quale chirurgo permetterebbe a un assistente con le scarpe sporche di entrare nella sua sala operatoria, mentre sta operando?

Dio è perfetto e puro, perciò vuole con sé gente perfetta e pura. 

  • La salvezza NON dipende dalla nostra religiosità.
A Roma abbiamo la Scala Santa e la gente la sale in ginocchio per diminuire le sue pene in purgatorio (del quale la Bibbia non dice parola) e quelle dei suoi cari già morti. È una vera tortura a cui i fedeli si sottopongono e che, purtroppo, non serve loro a nulla. Le pratiche religiose non hanno mai salvato nessuno.

Il libro degli Atti degli Apostoli racconta, per esempio, che l’Apostolo Pietro fu mandato da Dio da un certo Cornelio, un Centurione romano, che era religioso e buono. Era uno che pregava, faceva elemosine e di cui tutti dicevano un mondo di bene. Dio gli aveva addirittura parlato, dicendogli: “Manda a chiamare Pietro perché ti parlerà di cose per le quali sarai salvato tu e la casa tua” (Atti 11:14).

E così fu: Pietro andò da lui e gli parlò di Cristo e della sua opera. Cornelio e la sua famiglia, ascoltarono e credettero a ciò che Pietro diceva. Dopo di che, furono salvati! La loro devozione non era stata sufficiente per salvarli.     

“Ma Cornelio era buono e Dio lo ha ricompensato, per i suoi meriti!” mi dite.

Beh, allora la volta prossima parleremo di un cattivo!

Ci sentiamo!
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