Dio è santo

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“Ti sei comportato come un santo” dice un amico a uno che ha subito un torto e non ha preso una mazza per farsi giustizia da solo.

“Non sono mica una santa!” esclama una moglie che non ne può più delle infedeltà del marito e decide di separarsi.

Il sostantivo santo descrive, per molti, una persona che ci comporta bene anche in condizioni difficili e addirittura impossibili. Altri, quando sentono la parola “santo”, pensano subito alle statue o alle pitture di personaggi che hanno sofferto molto per la loro fede, che la chiesa ha proclamate “sante” e che ora sono in Paradiso e vanno attorno con un cerchietto luminoso sulla testa.

La Bibbia dice diversamente. Nella Bibbia l’attributo “santo” significa purezza assoluta, separazione da tutto ciò che è male, purezza morale. È riferito alle tre Persone della Trinità. Dio Padre è santo, Gesù Cristo è santo, lo Spirito è santo.

Un salmista esortava: “Esaltate il Signore, nostro Dio, e adorate sul monte santo, perché il Signore, il nostro Dio è santo” (99:9).

Il profeta Isaia, 800 anniprima di Cristo, ebbe una visione e vide i cherubini che dicevano l’uno all’altro: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!” (6:3).

Nell’Apocalisse l’Apostolo Giovanni vide uno squarcio del Paradiso, in cui tutte le creature celesti giorno e notte proclamano “Santo, santo, santo è il Signore onnipotente che era, che è e che viene!” (4:8). E nella sua prima lettera afferma senza incertezze: “Dio è luce e in Lui non ci sono tenebre” (1:5), cioè in Dio non c’è peccato.

È evidente, allora, che la perfezione morale di Dio non può tollerare la presenza del peccato, come diceva il Profeta Habacuc in una sua preghiera: “Tu che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità...” (1:13).

Chi vuole stare alla presenza di Dio, non può solo confidare nella sua misericordia. Deve fare anche i conti con la sua santità. O sei perfetto o per te non c’è speranza.

Lo ha affermato perfino il Signore Gesù nel suo sermone sul monte: “Siate perfetti , come è perfetto il vostro Padre celeste” (Matteo 4:48).

Purtroppo, però, tu ed io siamo tarati dal peccato, come pure ogni altro essere che viene al mondo. Basta un solo peccato e il cielo ci è vietato.

Non ci credi? Ascolta come Dio valuta il peccato: “La via dell’empio è in abominio al Signore... I pensieri malvagi sono in abominio al Signore...” (Proverbi 15:9,26).

Abominare significa detestare, avere orrore. Dio detesta le azioni malvagie e perfino i pensieri malvagi. Esattamente come Gesù, sempre nel sermone sul monte, ha affermato. Egli ha detto che, se si guarda una donna per desiderarla, si è considerati adulteri e se dici una parolaccia a tuo fratello equivale a averlo ammazzato (chiaro: non tutti vanno a letto con la prima donna carina che vedono e non tutti i fratelli sono omicidi. Ma i loro pensieri e sentimenti dimostrano che la tendenza a peccare è in loro).

Per questo la conclusione è: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” e “la paga del peccato è la morte” (Lettera di Paolo ai Romani 3:23; 6:23). In altre parole, nessuno può stare, così com’è, alla presenza di un Dio puro e santo. Nessun impegno, opera buona, sacrificio dell’uomo può essere sufficiente per fargli meritare di stare davanti a Dio.

Però Dio non è solo santo e perfetto, ma è anche buono. Da tutta l’eternità ha amato l’uomo, pur sapendo che avrebbe peccato. Perciò da sempre ha concepito un piano di salvezza che poteva soddisfare la sua giustizia e permettere al suo amore di manifestarsi. Un Essere puro e santo doveva morire per pagare il peccato infinito dell’umanità. In qualche modo, Dio stesso doveva morire nella Persona del suo Figlio incarnato. È quello che è successo al Calvario.

Mentre era sulla croce Gesù ha esclamato: “È compiuto” (Giovanni 19:30). L’opera che rendeva possibile la redenzione dell’uomo era completata “una volta per sempre” come afferma la Lettera agli Ebrei (10:10). Ora che ogni debito era stato pagato, la grazia, il favore immeritato di Dio, poteva essere offerta a tutti. Chi si rende conto di essere perduto e senza speranza, crede in Cristo, lo accoglie come Salvatore e Signore, e accetta il dono della grazia, è salvato. Graziato gratuitamente. Non lo trovi meraviglioso? Ci hai creduto?
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