Onore , amore o anarchia?


Oggi tocchiamo il quinto comandamento che parla dei figli e della loro relazione coi genitori. Un tema mica male per i nostri giorni di famiglie allargate (una bambina, tempo fa, mi ha detto che aveva due mamme e tre papà!. Non ho approfondito la situazione).

Sia come sia, la famiglia è sotto attacco come non mai. Engels, il teorico del marxsmo, ha detto: “È necessaria l’abolizione della famiglia monogama come nucleo economico della società” e una femminista impegnata nella lotta per l’emancipazione della donna ha dichiarato, tempo fa, che “la liberazione della donna non sarà acquisita senza l’abolizione del matrimonio”.

Engels e la femminista sono morti, ma le loro teorie si sono sempre più affermate. L’idea di una famiglia unita e ordinata è considerata superata e, addirittura, nociva.

Nel ’78, Guglielmo Standridge, mio marito, ha scritto sul mensile La VOCE del VANGELO un articolo sul quinto comandamento. Durante quegli anni di piombo, si contestava tutto e ovunque. Esattamente come oggi. Nelle scuole e nelle fabbriche, nelle piazze e nei parchi. Chi contestava sperava di cambiare la società. “Fate l’amore, non fate la guerra” era lo slogan. Sono passati più di 30 anni. La violenza e la contestazione oggi hanno  raggiunto proporzioni mondiali.  

Allora, Guglielmo scriveva: “Il quinto comandamento che Dio ha dato a Mosè e al popolo d’Israele, stabilisce la base per una società pacifica e armoniosa. Ubbidendo a questo comando, l’umanità godrebbe una pace sociale e un benessere che altrimenti sono impossibili. Eppure nelle scuole, nei partiti, nei movimenti sociali, negli scritti degli psicologi noi troviamo spesso un rifiuto del principio che Dio ha insegnato all’umanità per il suo proprio bene. Questo quinto comandamento dice: «Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio ti dà» (Esodo 20:12).

“Dio si proclama sovrano della società e afferma il suo diritto di stablire le leggi morali e civili, per mezzo delle quali la società stessa potrà prosperare. Il nucleo della società è la famiglia e chiunque distrugge la famiglia distrugge la società e l’umanità stessa. Sceglie un’anarchia distruttiva”. Lo vediamo. La distruzione della famiglia oggi continua.

Il piano di Dio per la società prevede autorità, responsabilità, collaborazione che devono  cominciare nella famiglia. I genitori stabiliscono le linee di condotta per il bene della famiglia e i figli hanno la responsabilità di rispettarle. Dio ordina che i figli onorino i genitori e mette su loro una grossa responsabilità. La loro felicità dipende dal loro atteggiamento.

Osservando la società odierna, in cui c’è tutto fuorché il rispetto per i genitori, viene da chiedersi: il piano di Dio è fallito? La Parola di Dio dice di no e dice bene.

Adamo, il primo uomo, era stato creato perfetto, ma ha disubbidito all’unico comando che Dio gli aveva dato, ha peccato e il suo peccato si è esteso a tutti i suoi discendenti . Tant’è vero che, per cominciare, Caino, il primogenito di Adamo, ha ucciso suo fratello! Un brutto inizio.

Però, la cosa meravigliosa è che abbiamo un Dio che sa tutto. Egli sapeva da sempre che l’uomo avebbe disubbidito e da tutta l’eternità aveva previsto un rimedio, aveva stabilito un piano di salvezza, per mezzo del suo figlio Gesù. Egli era con Dio e era Dio, ma si è incarnato e, 2000 anni fa, sulla croce ha  pagato per tutti i peccati che sono stati mai commessi e li ha espiati. Ora offre gratuitamente all’uomo peccatore il rimedio che Lui ha acquistato a prezzo della sua vita e che può annullare il fallimento degli individui che compongono l’umanità.

Infatti, ogni individuo che crede di cuore in Lui, che si rende conto di essere un peccatore senza speranza e, senza pretese, gli chiede perdono, sperimenta un miracolo, una trasformazione. Gesù l’ha chiamato “nuova nascita” e ha detto categoricamente che è l’unico modo per poter vedere Dio, essere salvati e perdonati da Lui.  

Questa trasformazione interiore è la sola che potrebbe cambiare la società. Permetterebbe  di vedere un cambiamento radicale nelle famiglie. Darebbe a padri, madri, figli la capacità di vincere l’egoismo, di considerare il bene dei suoi cari più importante del suo, di collaborare con l’ubbidienza e il rispetto al bene della famiglia. Le famiglie diventerebbero un vero rifugio nelle difficoltà e un luogo di pace e benessere. Il Vangelo lo afferma.

Avete notato una cosa strana? Nel quinto comandamento Dio non ordina ai figli di amare i genitori, ma di onorarli. Come mai? Onorare i genitori sarebbe già un bel passo avanti, ma potrebbe ridurre le famglie a delle caserme. La nuova nascita trionfa sul dovere. Permette all’amore di manifestarsi. Nella famiglia di chi è “nato di nuovo” l’amore scaturisce, cresce e avvolge tutti i membri. I ruoli sono rispettati e accettati gioiosamente, Dio è onorato e la Parola di Dio è praticata. Le famiglie non diventano perfette, sia ben chiaro!, perché saranno sempre composte da persone imperfette. Saranno imperfette, ma non rassegnate ad esserlo. Imperfette, ma desiderose di migliorare e incamminate verso la perfezione.

Troppo bello per essere vero? No. Dio, e solo Lui, lo può realizzare.

Il miracolo della “nuova nascita” è spiegato molto bene nel capitolo 3 del Vangelo di Giovanni. Leggilo con cura e credici. Se non hai una copia del Vangelo chiedimela e te la manderò.
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