L’ attrazione fatale esiste?


“Non lo amo più, forse non l’ho mai amato” mi ha detto Camilla, una giovane donna sposata da poco più di un anno. “Non sento più niente per lui. Anzi, quasi mi disgusta”.

“Ma quando lo hai sposato sembravi impazzita di gioia...”

“Era la gioia della festa, del vestito bianco, di tutti che dicevano che ero una meraviglia. Mi sono sbagliata. La vita da moglie non fa per me. Lo lascio.”

“Ma non c’è mica un altro?” ho chiesto senza girare troppo attorno al soggetto.

“C’è un collega molto gentile... è tutto diverso da Diego ...”

“Ci vai a letto?” ho insistito.

“Non ancora, ma...”

“Ma che cosa?” ho continuato.

“Ma mi piacerebbe” ha ammesso con una faccia dura e trasognata al tempo stesso. “Si parla tanto di attrazioni fatali... forse mi è capitata...”

Il matrimonio di Diego e Camilla è andato a pezzi, come mille altri, anche se tutti e due si erano dichiarati credenti.

Secondo me, non si tratta di attrazione fatale, ma di  pura stupidità e incoscienza. Oggi si entra nel matrimonio con la riserva mentale che, se la cosa non va, si può sempre cambiare. Lo fanno gli artisti, gli attori e gli sportivi. Perché non posso farlo io? Sulle riviste non si parla quasi di altro e il gossip fa tanto “in”... Si vede che è normale!

In più, psicologi e cosiddetti esperti dicono che è normale voler provare nuove esperienze. Mica si può stare una vita con lo stesso uomo e con la stessa donna. A un certo punto, la noia subentra e ci vogliono nuovi stimoli.

Dio, che è molto più savio degli psicologi, nel settimo comandamento ha scritto categoricamente: “Non commettere adulterio”. Egli sa che il matrimonio è una sua meravigliosa invenzione e che gli uomini non sono come gli animali che sono programmati, sempre da Dio, secondo la loro specie e si accoppiano per istinto quando si avvicinano a una femmina in calore.

Per gli uomini, Dio ha creato un piano molto più alto. Li ha fatti a sua immagine e somiglianza con un’anima, una mente, una volontà e la capacità di amare e scegliere, oltre che di un corpo dotato di organi sessuali.

Ha dato agli uomini la possibilità di conoscerlo come Creatore e di sottomettere a Lui, come Signore, impulsi e i sentimenti. Anche quelli che riguardano la sessualtà. Chi lo crede, sperimenta che è possibile, bello e soddisfacente unirsi con una persona del sesso opposto, per diventare con lei un tutto unico: anima, corpo e spirito, rimanendole gioiosamente fedele per tutta la vita. Proprio come Dio ha stabilito subito dopo aver creato la prima coppia.

Il peccato ha rovinato il disegno perfetto di Dio, è vero, ma la gioia e la perfezione di questo disegno possono essere ancora realizzati, almeno in parte. Come?

Per cominciare, bisogna avere la ferma convinzione che Dio sa meglio di noi quale sia il nostro vero bene, che ha rivelato nella sua Parola. Senza una scelta dell’autorità a cui si vuole ubbidire, non si va da nessuna parte. Questa autorità deve essere la Parola di Dio.

Oltre a questa convinzione della mente, che secondo me è essenziale, ci vuole anche una gioiosa, onesta e realistica accettazione del piano di Dio. L’unione di due persone diverse (e con la tendenza a peccare) non è automatica né istantanea. Bisogna lavorarci.

Durante questo processo di adattamento, è di grande aiuto l’impegno costante a ubbidire a Dio, unito alla determinazione a fare del bene al proprio coniuge, mettendo da parte egoismi, preconcetti e idee ereditate dalla propria famiglia e derivanti dalla propria preparazone e educazione. Manie e puntigli devono essere messi da parte.

Infine, un ultimo elemento importantissimo: si deve decidere di rimanere fedeli, a qualsiasi costo, al proprio coniuge e, assolutamente, di trovare un accordo con lui o con lei. Sarà, a volte, un processo faticoso di dare e di ottenere, di proporre e di cedere, di parlare e capire, ma sarà come mettere insieme un magnifico puzzle, giorno per giorno, “finché morte non ci separi”.

Dato che il matrimonio è un progetto così meraviglioso, l’adulterio è il più grande crimine contro la propria felicità e soddisfazione che uno possa commettere.

Ma perché, allora, ci sono tanti tradimenti, dispiaceri e separazioni? Perché si sfasciano anche tanti matrimoni fra credenti? Le cosiddette “attrazioni fatali” ci sono o non ci sono?

Ne parliamo la prossima volta.
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2 commenti:

  1. Ciao, concordo con tutto, sul fatto che il Matrimonio è un progetto sempre in divenire, che richiede fedeltà ed attenzione e che tutti abbiamo la tendenza a sbagliare. Da un punto di vista squisitamente cristiano però, il nocciolo del discorso è quando scrivi "Il matrimonio di Diego e Camilla è andato a pezzi, come mille altri, anche se tutti e due si erano dichiarati credenti", perchè siamo sicuri che basti autodefinirsi credenti per essere cristiani? cioè quella coppia oltre a non aver consapevolezza di ciò che significa il Matrimonio, leggeva il Vangelo? andava a Messa tutte le settimane? si confessavano almeno una volta al mese? pregavano insieme? perchè se la coppia fa questo (ed altro) trovo difficile che arrivi alla separazione. Il problema è molto ben oltre il matrimonio, ossia è la fede in Cristo il nucleo centrale e questa o c'è o non c'è, non c'è modo di lavorarci sopra.

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  2. Il Cristianesimo vissuto aiuta a vivere da cristiani e a comportarsi come piace a Dio. Purtroppo, molti credono di essere dei veri cristiani e non lo sono e solo Dio vede in profondità. A noi rimane il compito di leggere, praticate e vivere il vangelo.

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